Il mercato dei viaggi a lungo raggio sta attraversando un periodo di rapida ristrutturazione. Tra la caduta spettacolare di alcune destinazioni storiche e l’emergere di paesi finora meno frequentati, le mappe del giro del mondo si stanno ridistribuendo. I dati recenti mostrano spostamenti netti nelle preferenze dei viaggiatori, con conseguenze dirette sugli itinerari da considerare.
Destinazioni in calo e spostamento dei flussi turistici
Il fatto saliente del periodo recente riguarda gli Stati Uniti. Secondo i dati della piattaforma Vakantio, la quota di viaggiatori che dichiarano di recarsi lì è passata da uno su dieci a poco più del 2 % tra il 2025 e il 2026. Una diminuzione di circa quattro quinti in un solo anno, definita una caduta senza precedenti per qualsiasi altra destinazione.
Questo massiccio calo provoca un effetto di spostamento. Paesi come Giappone, Malesia e Portogallo hanno più che raddoppiato la loro quota di mercato nello stesso periodo. Per i viaggiatori che pianificano un giro del mondo, questa redistribuzione modifica la logica degli itinerari: le fermate nordamericane, a lungo considerate un passaggio obbligato, perdono centralità a favore del Sud-est asiatico e del sud Europa.
I viaggiatori che desiderano confrontare circuiti adatti a queste nuove dinamiche possono consultare la pagina viaggio di Pop Voyages per valutare le opzioni disponibili.
Thailandia 2026: nuova regolamentazione dei visti turistici
La Thailandia rimane una delle destinazioni più popolari per un viaggio intorno al mondo, ma le condizioni di ingresso stanno cambiando. Una riforma delle misure di esenzione dal visto è stata pubblicata nella Gazzetta ufficiale thailandese il 31 agosto 2026, con entrata in vigore il 15 settembre 2026.

Le modifiche sono sostanziali. Il regime di esenzione dal visto di 60 giorni è stato abolito. In compenso, un regime di esenzione di 30 giorni è esteso a 60 paesi e territori. Per i viaggiatori che prevedevano un soggiorno prolungato in Thailandia nell’ambito di un giro del mondo, questa riduzione della durata senza visto obbliga a ripensare la pianificazione.
I feedback sul campo divergono su questo punto: alcuni viaggiatori ritengono che 30 giorni siano più che sufficienti per scoprire il paese, mentre altri, abituati a soggiorni di due mesi che combinano isole del sud e montagne del nord, dovranno chiedere un visto classico o frazionare il loro passaggio.
Sud-est asiatico e Giappone: le destinazioni che catturano i flussi
Il Giappone concentra una quota crescente dell’attenzione dei viaggiatori internazionali. La sua progressione nei dati di Vakantio conferma una tendenza di fondo. Diversi fattori spiegano questo fascino:
- Un’offerta culturale densa che mescola templi millenari, architettura contemporanea e gastronomia riconosciuta a livello mondiale, su un territorio accessibile tramite una rete ferroviaria molto efficiente.
- La Malesia, più economica e meno saturata, attira i viaggiatori in cerca di natura tropicale e diversità culturale, con paesaggi che vanno dai grattacieli di Kuala Lumpur alle foreste primarie del Borneo.
- Lo Sri Lanka, menzionato tra le destinazioni preferite dai francesi secondo Yonder, combina siti archeologici, spiagge e parchi naturali su un’isola di dimensioni modeste, rendendolo una tappa efficace in un itinerario globale.
Questi tre paesi consentono di costruire un segmento asiatico coerente su quattro a sei settimane, con voli interni accessibili e infrastrutture turistiche adatte ai viaggiatori autonomi.
Il caso del Perù e del Portogallo
Il Perù è tra le destinazioni che i francesi preferiscono per la loro autenticità, secondo un’indagine riportata da Yonder. Il paese offre una varietà geografica difficile da eguagliare: costa pacifica, Ande, Amazzonia. Per un giro del mondo, rappresenta una tappa sudamericana che giustifica da sola il passaggio attraverso il continente.
Il Portogallo, invece, beneficia di una posizione atipica. Destinazione europea a basso costo relativo, cattura una parte dei viaggiatori che avrebbero scelto gli Stati Uniti. Lisbona e Porto offrono un ingresso o un’uscita pratici per un itinerario globale, con collegamenti aerei verso l’Africa, il Brasile e l’Asia.

Viaggiare in autunno: un fattore sottovalutato per un giro del mondo
Secondo Expedia, riportato da Euronews, viaggiare in autunno può costare significativamente meno che in estate se le destinazioni sono ben scelte. Per un giro del mondo, ciò significa che una partenza a settembre o ottobre consente di approfittare di tariffe più basse sui voli a lungo raggio, arrivando in paesi del Sud-est asiatico o dell’America Latina in periodi climaticamente favorevoli.
Questa logica stagionale cambia le carte in tavola per i viaggiatori che hanno flessibilità. Un itinerario progettato per seguire le stagioni intermedie in ciascun emisfero riduce i costi e evita i picchi di affluenza. La primavera in Giappone, l’autunno in Portogallo, l’inverno australe in Perù: ogni tappa guadagna in qualità di esperienza quando coincide con la giusta finestra.
Vincoli d’ingresso in Europa: cosa cambia per i non europei
I viaggiatori non europei che integrano l’Europa nel loro giro del mondo devono affrontare nuove esigenze. Nuovi sistemi di visto e di autorizzazione di viaggio sono in fase di implementazione nello spazio Schengen, il che complica la pianificazione per i cittadini di paesi terzi.
Per i viaggiatori francesi, questi cambiamenti non hanno impatto diretto. Tuttavia, influenzano la composizione dei gruppi nelle destinazioni europee popolari e possono modificare l’affluenza in alcuni siti. I dati disponibili non consentono ancora di misurare l’entità di questi effetti per la stagione 2026-2027.
Il giro del mondo del 2026 non assomiglia più a quello del 2019. Le destinazioni in crescita (Giappone, Malesia, Sri Lanka, Perù) condividono un punto in comune: offrono una densità di esperienze elevata su territori compatti. I viaggiatori che adattano il loro itinerario a queste nuove realtà, tenendo conto dei cambiamenti normativi e delle finestre stagionali, costruiscono percorsi più coerenti e meno costosi rispetto a quelli dettati dall’abitudine.



