
Il punto di partenza del conteggio degli anni di possesso per la plusvalenza immobiliare non coincide sempre con la data riportata sull’atto notarile di acquisto. Questa confusione genera errori di calcolo frequenti, anche tra i venditori assistiti da un professionista. Comprendere la meccanica esatta del conteggio permette di anticipare l’importo dell’imposta o, in alcuni casi, di posticipare una vendita di alcune settimane per superare una soglia di abbattimento.
Data di partenza del conteggio: i casi che ingannano il calcolo della plusvalenza
Il principio generale adottato dall’amministrazione fiscale è semplice: la durata del possesso decorre dalla data dell’atto notarile di acquisizione fino alla data dell’atto notarile di cessione. Non la promessa di vendita, non il compromesso. L’atto notarile firmato davanti al notaio.
Dove il calcolo si complica è per i beni ricevuti per donazione o successione. In questi casi, il punto di partenza è la data dell’atto di donazione o della morte, e non la data in cui il donante aveva acquisito il bene. Un erede che rivende tre anni dopo la morte beneficia solo di tre anni di possesso, anche se il defunto possedeva il bene da venticinque anni.
Un altro inganno ricorrente: i beni acquisiti in VEFA (vendita in stato futuro di completamento). La data considerata è quella dell’atto notarile di acquisizione, generalmente firmato molto prima della consegna. Osserviamo che alcuni venditori confondono consegna e acquisizione, il che altera la loro stima di diversi anni.
I professionisti che accompagnano transazioni su l’immobiliare a Lione con Detectis Immo verificano sistematicamente queste date prima di qualsiasi simulazione fiscale, evitando sorprese al momento della firma definitiva.

Abbattimento per durata di possesso: la doppia scala 22 anni e 30 anni
La legge di bilancio 2026 ha confermato il mantenimento della doppia scala di abbattimento prevista all’articolo 150 VC del CGI. La riforma menzionata dalla stampa volta ad uniformare la durata a 17 anni non è stata adottata. Il regime attualmente in vigore rimane quindi il seguente.
Per l’imposta sul reddito (aliquota forfettaria del 19%), l’abbattimento si applica per scaglioni a partire dal sesto anno di possesso. L’esenzione totale dall’imposta sul reddito interviene dopo 22 anni di possesso compiuti.
Per i prelievi sociali (17,2%), il ritmo di abbattimento è più lento. L’esenzione totale dai prelievi sociali interviene solo dopo 30 anni di possesso compiuti.
Concretamente, un bene detenuto tra 22 e 30 anni rimane soggetto ai prelievi sociali sulla frazione di plusvalenza non ancora annullata dall’abbattimento. Raccomandiamo di non considerare che un bene sia “esente” dopo 22 anni senza verificare la componente dei prelievi sociali.
Griglia di abbattimento per scaglioni
Il calcolo anno per anno si basa su tassi diversi a seconda dell’imposta in questione:
- Dalla 6ª alla 21ª anno compiuto: 6% di abbattimento all’anno per l’imposta sul reddito, 1,65% all’anno per i prelievi sociali.
- La 22ª anno compiuto: 4% per l’imposta sul reddito (che raggiunge quindi il 100%), 1,60% per i prelievi sociali.
- Dalla 23ª alla 30ª anno compiuto: l’imposta sul reddito è già esente, ma i prelievi sociali continuano con un abbattimento del 9% all’anno fino all’esenzione totale.
Questa doppia scala obbliga a effettuare due calcoli paralleli per ottenere l’importo totale dovuto. Omettere uno dei due porta a sottovalutare o sovrastimare la tassazione.
Reintegrazione degli ammortamenti LMNP: la regola di febbraio 2025
Dal momento delle cessioni che avvengono a partire da febbraio 2025, l’articolo 150 VB II del CGI impone di dedurre tutti gli ammortamenti praticati durante il periodo di locazione dal prezzo di acquisto per il calcolo della plusvalenza. Questa regola riguarda i locatori in affitto non professionale (LMNP) e i locatori privati che hanno beneficiato di ammortamenti contabili.
L’impatto sul calcolo degli anni di possesso è indiretto ma significativo. Gli ammortamenti non modificano la durata del possesso stesso, ma aumentano la plusvalenza lorda diminuendo il prezzo di acquisto considerato. Un bene detenuto per 15 anni con ammortamenti cumulati significativi può quindi generare una plusvalenza imponibile nettamente superiore a quella che il venditore si aspettava.
La reintegrazione riguarda tutti gli ammortamenti, compresi quelli praticati prima dell’entrata in vigore della riforma. Questo meccanismo retroattivo modifica l’arbitraggio tra vendere rapidamente o attendere un ulteriore abbattimento.

Abbattimento eccezionale in zona tesa: proroga fino alla fine del 2027
La legge di bilancio 2026 ha prorogato fino al 31 dicembre 2027 l’abbattimento eccezionale del 60%, 75% o 85% previsto all’articolo 150 VE del CGI. Questo dispositivo si applica alle cessioni realizzate in alcune zone tese, a condizione legate alla natura dell’operazione (costruzione, demolizione-ricostruzione).
Questo tasso di abbattimento eccezionale si cumula con l’abbattimento per durata di possesso. L’ordine di calcolo conta: si applica prima l’abbattimento per durata di possesso sulla plusvalenza netta, poi l’abbattimento eccezionale sul saldo. Un bene detenuto da 10 anni in zona idonea beneficia quindi di un doppio effetto che può ridurre considerevolmente la tassazione finale.
Osserviamo che questo dispositivo rimane sotto-utilizzato poiché le condizioni di idoneità sono rigorose: localizzazione geografica, impegno dell’acquirente a costruire o ricostruire entro un termine definito e densità minima del progetto.
Metodo pratico per calcolare gli anni di possesso
Per evitare errori, il metodo più affidabile rimane procedere in tre fasi:
- Identificare la data esatta riportata sull’atto notarile di acquisizione (o l’atto di donazione, o la data della morte per una successione).
- Contare gli anni compiuti tra questa data e la data prevista per la firma dell’atto di vendita, non la data del compromesso.
- Applicare separatamente le due griglie di abbattimento (imposta sul reddito e prelievi sociali) alla plusvalenza netta dopo correzione del prezzo di acquisto.
Un posticipo di alcune settimane può far scattare un abbattimento superiore. Prima di fissare una data di firma, verificare se si avvicina un anniversario di possesso rimane il riflesso più redditizio in materia di fiscalità immobiliare.